A settembre la campanella della scuola pubblica suona.. a morto

Nichi Vendola a San Gimignano il 5 Agosto

Nichi Vendola sarà ospite della festa nazionale EcoDem che si tiene quest’anno a San Gimignano. Il dibattito è previsto per le ore 21.

Nichi ha annullato l’appuntamento a Siena alle ore 20, per un aperitivo di benvenuto in Piazza del Campo.

Si può fare politica ed essere felici

A Bari, Baia San Giorgio, ad “EYJAFJALLAJÖKULL – Eruzioni di buona politica”, ovvero agli stati generali della fabbrica di Nichi, c’era troppo sole per il piccolo obiettivo del mio cellulare: tutti sovraesposti questi scatti dalla fabbrica, questi pochi scatti fatti nel calore di un luogo differente.

Abbiamo vissuto tre giorni di vita, di quella vera, quella in cui i ventenni hanno una speranza, i trentenni si prodigano in seminari e spiegazioni, quella in cui tutti partecipano; voglia di fare e discutere nell’aria, voglia di trasformare in definitiva: la spiaggia a pochi metri e tutti lì a ragionare di domani.

Che potevamo vincere l’ho capito in una mattina di luglio: dirò così se capiterà, se quest’Italia ammuffita e sanguinante, dai sogni annichiliti, tornerà a respirare.

Perchè in quella mattina a Bari non parlava Nichi Vendola, parlava un popolo: avete presente tutte quelle persone disilluse, affrante, scoraggiate che hanno lasciato, che non ne parlano neanche più, che non si avvicinano alla politica per il suo odore stantio. Erano loro a parlare, un verbo non rancoroso, ma speranzoso, entusiasmante. Erano loro a dimostrare che era possibile, che non esistono paradigmi per generazioni maledette ed asfittiche, che se sai tracciare un sogno puoi rimettere in moto il cambiamento.

E’ possibile nel 2010 fare politica ed essere felici, entusiasmarsi per qualcosa: era tanto tempo che ero convinto del contrario; mi ero convinto che la politica fosse grigia ed abitasse nei palazzi, che vi regnasse il dogma dell’ineluttabile, quella roba intrisa di tecnocrazia e rassegnazione, estranea al profumo denso della piazza. Ed invece agli stati generali a Bari non era così, c’era il sole e la pineta, il profumo del mare e della terra; e c’erano tutti: Action ed i disobbedienti, professori universitari ed analisti dei flussi elettorali, sociologi e filosofi, politici e blogger, pubblicitari e professionisti; accanto a loro una selva di ragazzi e ragazze senza niente alle spalle, senza nessuna forgiatura di fuoco.

Duemila ragazzi e ragazze a immaginare per questo paese un futuro differente: a parlare delle potenzialità dell’energia del sole, a ragionare sul reddito di cittadinanza e sulla precarietà della vita, a praticare il dubbio, la ricerca collettiva sui dubbi del presente.

A parlare di migrazione senza l’ansia della condanna e di università con la consapevolezza dell’assenza attuale di una ricetta; della scuola e dei suoi precari, in definitiva a parlare di una generazione che pare essere rimasta fuori dal carro della modernità, ripiombata indietro nel tempo, in un’era di disoccupazione e assenza di diritti.

Forse Nichi Vendola riesce a fare soprattutto questo: a parlare di e a questa generazione affranta, lontana dalla politica e pure così vitale nell’esistenza; una generazione che si sbatte alla ricerca di un posto a tempo determinato, che è divenuto oro nell’era degli stage e dei tirocini, che accumula master e titoli di vario genere senza poterli far contare niente se non come numeri nell’albo delle sconfitte.

Contemporaneamente però Nichi Vendola riesce a smascherare un’ipocrisia, l’ipocrisia dell’ineluttabile: racconta cioè a tutti i delusi (che nel centrosinistra sono molti) che non è vero che non si può fare mezzo passo nella direzione del cambiamento. Il suo governo in Puglia racconta di piccole e grandi imprese, di piccoli passi, non scevri da errori (perchè nulla è perfetto se terreno), ma fecondi di speranza.

Nichi Vendola, in definitiva, combatte il Berlusconismo, nella sua ansa culturale, raccontando che ciò che più è drammatico di questi 15 anni di governo del cavaliere, è il cambiamento profondo di questo paese, perchè non si va lontano cercando “le forme dell’estromissione del sovrano senza rendersi conto che il punto è il mutare della cultura del regno”.

Nichi ha gettato una sfida interessante al centrosinistra, cercando di scuoterne l’albero, per farne cadere le foglie morte e ravvivarne lo spirito: se la sapremo cogliere questa sfida intrigante, a prescindere da come andrà a finire la corsa delle primarie e poi quella più importante del governo, ne usciremo più forti, tutti.

Alessandro Cannamela

Il nuovo bando dei contributi per il risparmi energetico

SIENA -

Quattordici Comuni coinvolti e oltre 112mila curo concessi, con le risorse messe a disposizione dalla Fondazione Mps, per effettuare la diagnosi e la progettazione di interventi di riqualificazione energetica in edifici di proprietà pubblica in provincia di Siena. Sono questi i numeri diffusi dall’amministrazione provinciale dopo l’approvazione della graduatoria degli enti locali che hanno partecipato al bando del maggio 2009. Inoltre, la Provincia ha deciso, con una delibera approvata nei giorni scorsi, di rafforzare il suo impegno nella riduzione dei
consumi energetici insieme ad Apea, Energy manager dell’ente. Gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria quali nuovi allacciamenti o sostituzioni di corpi illuminanti negli edifici di sua proprietà, pari a circa 400mila mq, saranno, infatti, effettuati con uno sguardo all’efficientamento energetico.
“Le risorse a sostegno del bando sono state messe a disposizione dalla Fondazione Mps – spiega Gabriele Berni, assessore provinciale all’ambiente – e andranno a finanziare gli audit energetici, che consistono nell’analisi dei consumi e dei fabbisogni energetici per determinare i potenziali interventi di risparmio e di efficienza. Successivamente, i Comuni che hanno partecipato al bando potranno portare avanti la fase di progettazione preliminare, con una loro comnartecinazione economica. Risnetto ai 200mila curo stanziati, tuttavia, abbiamo ancora disponibili circa 80mila curo e stiamo valutando se aprire un nuovo bando o metterli a disposizione dei Comuni in graduatoria per sviluppare i loro progetti”.
“Sul fronte dello sviluppo sostenibile – dice ancora Berni – la Provincia di Siena ha, come obiettivi primari, il miglioramento dell’efficientamento energetico degli edifici e la riduzione dei costi, che portano con sé forti benefici ambientali ed economici per il territorio senese e per le comunità che vi abitano. L’energia più pulita è quella che non viene consumata e le politiche volte a favorire il risparmio energetico sono quelle più difficili da mettere in atto. Il rafforzamento della riduzione dei consumi energetici negli edifici di nostra proprietà – conclude Berni – consolida l’impegno dell’amministrazione provinciale nel confermare le certificazioni di qualità ambientale che già contraddistinguono il nostro ente e, rientra a pieno titolo, nelle azioni verso Carbon Free 2015 e nell’attuazione del Piano energetico provinciale. Il Piano dovrà far raggiungere alla nostra provincia, già dal 2015, gli obiettivi ‘20-20-20′ fissati dall’Unione Europea e che prevedono, per il 2020, la riduzione del 20 per cento delle emissioni di gas ad effetto serra, portano al 20 per cento il risparmio energetico e aumentano fino al 20 per cento il consumo da fonti rinnovabili.”.
Impegno della Provincia per migliorare l’efficientamento energetico degli edifici di sua proprietà.

Congresso 2010.

Nella sezione materiali trovate da oggi il documento politico congressuale ed il regolamento dello stesso, in vista del congresso fondativo di sinistra ecologia libertà che si terrà dal 22 al 24 ottobre.

Esecutivo Provinciale Sinistra Ecologia Libertà

Preoccupazione e realtà. Comunicato

Esprimiamo preoccupazione per quanto accaduto presso il complesso universitario dei Servi pochi giorni fa.

Esponenti dell’estrema destra senese intenti a strappare materiale informativo delle associazioni studentesche avrebbero aggredito uno studente della facoltà, reo esclusivamente di essere presente.

Il capovolgimento delle informazioni letto sui media locali così come la solidarietà espressa da alcune associazioni politiche in modo superficiale, preoccupa quasi quanto il persistere di fatti di tale gravità di cui quest’ultimo episodio rappresenta solo l’ultimo atto di una serie di intimidazioni che non a caso coinvolgono sempre una associazione di chiara matrice neofascista.

Condannando qualunque atto di violenza ci preme sottolineare la necessità sempre più stringente di monitoraggio da parte di tutte le forze democratiche rispetto a simili episodi.

Cena di autofinanziamento. Venerdì 23 Luglio ore 20 e 30 Buonconvento

Venerdì 23 luglio, presso la casa del popolo di Buonconvento, terremo una cena di autofinanziamento per salutarci prima delle sospirate e meritate vacanze estive.
La cena sarà ad offerta libera e comincerà alle ore 20 e 30.

L’invito è aperto a simpatizzanti, amici, iscritti/e, e chiunque abbia voglia di partecipare.

X info e prenotazioni

3939498456

selsiena@gmail.com

Con gli operai di Melfi

Ho chiesto alle forze politiche, a partire da quelle del centrosinistra, di occuparsi della sospensione di tre operai (due dei quali sono delegati Fiom) dello stabilimento Fiat di Melfi e di sostenere le giuste richieste delle organizzazioni sindacali.
Ho condiviso la richiesta di ritiro delle sospensioni fatta nei giorni scorsi dai partiti, ad eccezione del Pdl, presenti nel Consiglio regionale della Basilicata. Lo considero un fatto di grande rilievo: testimonia che su questioni così rilevanti come il diritto al lavoro, il rispetto del diritto di sciopero e della dignità dei lavoratori, non ci possono essere differenzazioni tra i partiti. È anche un segnale politico importante rivolto alla direzione dello stabilimento di Melfi e al management della Fiat.
Auspico la ripresa del dialogo tra le parti. L’esperienza di lotta conosciuta come ‘la primavera degli operai della Fiat di Melfi’, promossa dalla Fiom, che ha rappresentato una esperienza positiva, non è servita da lezione ai ‘falchi’ della Fiat che continuano a sottovalutare il livello di tensione esistente in tutti gli stabilimenti del gruppo, soprattutto dopo la vicenda Pomigliano.
A Melfi con l’atto compiuto dalla Fiat si vuole sospendere il diritto allo sciopero e l’esercizio della rappresentanza democratica. In questa difficile congiuntura economico-sociale atteggiamenti aziendali che fanno tornare le relazioni sindacali indietro agli anni più bui di scontro tra lavoratori, sindacati ed azienda oltre a ledere diritti individuali mettono a rischio gli interessi generali della nostra comunità e dell’intero Paese.

Nichi Vendola

In ricordo di Rina Gagliardi. Di Nichi Vendola, pubblicato su Gli Altri di venerdì 2 luglio.

Per nessuno di noi – di noi che amiamo Rina Gagliardi – è facile accettare che sia andata via. Troppo brusca l’uscita di scena, neppure il tempo per un congedo, e tantissime ancora le cose importanti da scambiare con lei, le promesse e i segreti che intrecciano i fili delicati dell’amicizia. E invece Rina ha fatto l’ultima danza e poi è venuto giù il sipario. Un colpo di vento e lei non c’è più. Un battito d’ali e poi tutto finito. Ahi Rina! Non inciamperemo più nella sua voce elegante, musicale, persino teatrale, sempre alla ricerca di un sillabario più umano, di una sfida più nobile, di una leva culturale capace di sollevare la pietra sepolcrale dell’ipocrisia e dell’oscurantismo. Non godremo più dei suoi motti di spirito, della sua speciale capacità di mescolare stupore, indignazione, tenerezza, intelligenza. Non potremo più rifugiarci nel porto franco della sua libertà di pensiero, della sua onestà intellettuale, della sua moralità spoglia di supponenza e capace di una straordinaria pietas. Eppure non smetteremo di lasciarci sorprendere da quella sua grazia infantile, da quello stare nella dimensione pubblica senza mai smarrire le ragioni di una militanza che si fa carne e sangue di una intera esistenza. Eppure continueremo a mettere i nostri occhi nei suoi occhiali, covando sempre il sospetto che la sua miopia fosse solo un allenamento allo “scrutare”: scrutare con pignoleria e grande professionalità i fenomeni sociali e la loro rappresentazione politica, scrutare con le pupille appese al telescopio della grande storia e al microscopio della quotidianità, osservare e annotare e decrittare e analizzare. Eccolo il giornalismo superbo di Rina Gagliardi: l’esercizio rigoroso e cristallino di un mestiere di scrittura che non ha mai, neanche per un istante, ceduto alle lusinghe del gossip o della cronaca pettegola e contundente. Perché nella sua passione per la sfera del “politico” non c’era ombra di politicismo, non c’era incantamento per il Palazzo e le sue alchimie, non c’era soggezione alcuna nei confronti del potere e dei potenti. Scrivere per Rina è raccontare, capire, cercare i sentieri del cambiamento, costruire i nessi tra il vertice e la base della piramide sociale, liberare l’intelligenza da qualsivoglia forma di superstizione. Scrivo di Rina che scrive e mi accorgo che i verbi non possono più coniugarsi al presente. Ma come si fa a parlare di Rina al passato? Questa volta io non so come fare. E’ come quando la paura ti paralizza. Occorre muoversi, ma si resta immobili. E invece bisognerebbe subito fare qualcosa, tuffarsi tra le onde, attraversare questo mare doloroso: anche per cercare una sponda di senso o almeno di consolazione. Forse bisognerebbe darsi il coraggio dei pensieri che volano nel cielo della trascendenza. Oppure occorrerebbe laicamente elaborare una morte che ci spiazza, celebrando il senso luminoso di una vita. No, questa volta non è facile. Questo strappo così ingiusto lacera una tela di racconti, di passioni condivise, spacca un tempo lungo: e il cronografo dei nostri pensieri non vuole più legarsi alle proprie lancette. Se solo si potesse fermare il ritmo delle cose che si perdono come dentro una oscura entropia, fermare il vortice che trascina lontano chi vorremmo tenere qui con noi, vicino a noi! Se solo ci si potesse ancora stringere a Rina, compagna meravigliosa dei giorni tristi e dei giorni allegri! E ancora scambiare con lei qualche segreto e qualche promessa. Per dirci che la vita è più forte della morte, che la morte non chiude i conti della vita. Per dirle che la porteremo sempre nei nostri cuori, che non la dimenticheremo mai.

Nichi Vendola

“Presi per il collo”: la nostra iniziativa sulla manovra

Si è svolta venerdì 25 giugno la bella iniziativa di Sinistra Ecologia Libertà di Siena, sulla manovra economica del Governo Berlusconi.

Nell’introduzione Roberto Renai, capogruppo di Sinistra Ecologia Libertà in consiglio provinciale, ha tenuto a sottolineare l’afasia precedente del governo, incapace di ammettere la crisi e soprattutto di porvi rimedio, aggrappato ad una logica dell’ottimismo cieca.

E’ quindi intervenuto Bruno Marzi (assessore del comune di Monteroni) che ha spiegato le ricadute negative della manovra sui comuni (per i quali i tagli supereranno il miliardo e mezzo di euro), entrando in particolare nel merito delle ricadute sociali e della negatività della conferma del patto di stabilità senza il riconoscimento del merito nella gestione.

Quindi è intervenuto Simone Ceccherini (assessore al bilancio del comune di Rapolano) che ha ragionato sugli effetti della manovra sul famigerato decreto Brunetta e soprattutto sul blocco degli stipendi del pubblico impiego e del turn-over nell’amministrazione (limitato ad un’assunzione ogni cinque pensionamenti).

Successivamente Fabio Dionori (ass. prov.le Bilancio) ha voluto sottolineare l’importanza di denunciare alla cittadinanza cosa succederà con l’applicazione di questo decreto che esautora le provincie lasciandole in funzione: 3 mld di tagli oltre a quelli che il cospicuo taglio alle Regioni comporterà, in particolar modo nel settore del trasporto pubblico.

Infine Alfonso Gianni, ex sottosegretario allo sviluppo economico e membro del comitato scientifico nazionale di Sinistra Ecologia Libertà, è intervenuto sul contesto europeo ed internazionale in cui questa manovra si colloca, sottolineando le somiglianze con gli altri paesi, e le divergenze, in modo particolare inerenti le scelte di prospettiva e di uscita: “al modello Obama, che vede nel rilancio dell’economia reale, dei servizi e dei salari quindi, e a quello della Merkel che insiste sulla tassazione delle rendite e delle banche, il governo italiano – ha concluso Gianni – contrappone una politica economica depressiva che avrà pesanti ricadute su tutti i cittadini”.

L’iniziativa si è conclusa con una riflessione sulla vicenda Pomigliano, e l’importanza del voto dei lavoratori che fa emergere la resistenza ad un modello unico di pensiero che contrappone i diritti ed il lavoro allo sviluppo.

Sinistra Ecologia Libertà

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