“Il dovere della responsabilità” di Pasquale D’Onofrio
Ogni volta che si parla di etica in politica il rischio della retorica e dietro l’angolo, l’accusa di populismo poco più in là. Correrò questo rischio e pagherò il prezzo, se sarà necessario.
Esiste o dovrebbe esistere, in chi rappresenta le Istituzioni, un’etica della responsabilità. Essa altro non è che anteporre il primato dell’Istituzione al proprio personale interesse. Mi sembra una virtù in declino. Di recente, al cospetto della crisi delle Istituzioni economiche cittadine, da più parti della società civile e da più parti di Palazzo Pubblico, si è fatto appello, nel sommo interesse della Città, ad atti di responsabilità. E’ diffusa infatti la consapevolezza che, nel contesto della crisi, esiste sempre, accanto a un dato oggettivo, un dato psicologico che dipende dalla fiducia, dalla prospettiva e, direi, dalla forza della novità insita nel cambiamento che può aiutare le Strutture in difficoltà ad uscire dalla crisi. Questi atti dovrebbero rappresentare una regola non scritta anche laddove non si ha alcuna responsabilità nella crisi dell’Istituzione e dovrebbe valere, a maggior ragione, se qualche errore si è commesso.
Esiste poi un altro aspetto dell’etica della responsabilità quando si guidano Istituzioni pubbliche. Chi le guida ha il dovere di rivendicare e praticare, anche nelle difficoltà, quell’autorevolezza necessaria a mantenere l’Istituzione al riparo da ingerenze di fazioni. Se non si mette l’Istituzione al riparo da tali logiche, il rischio di degrado è scontato. Il clima di intrigo rallenta l’Istituzione e umilia il lavoro vanificando la storia professionale di persone che restano profondamente segnate. Si genera così un circolo vizioso di rancori e rivalse da cui nulla di buono è destinato a nascere. Occorre, quindi, indipendenza, autorevolezza, oggettività e memoria, senza le quali si perde il senso della missione e dell’appartenenza ad una collettività lavorativa. Inoltre, se non si punta sulla libertà e l’autonomia delle scelte vincolate al merito, anche i professionisti corrono il rischio di essere più impegnati nella ricerca di tutele, che al massimo impegno nel lavoro come unico ed esclusivo strumento di carriera.
Credo che di altro abbia bisogno la Città: atti di coerente responsabilità, di autorevole indipendenza delle guide istituzionali, di una rinuncia all’ingerenza nella gestione di esse da parte delle fazioni. Resta solida e intoccabile, ovviamente, la funzione di indirizzo e controllo degli organismi elettivi da praticare nei tempi, modi e luoghi a ciò deputati.
Credo che gli atti e le scelte recenti dell’Amministrazione comunale hanno il carattere della tempestività, della responsabilità e, spero, della lucidità necessari in tempi di emergenza. Hanno il coraggio di allargare la discussione a tutte le forze sane della Città che hanno mostrato la necessaria maturità nel cogliere e condividere il cambiamento nell’interesse delle Istituzioni. Vi è, credo, il bisogno di allargare ulteriormente la discussione a tutti quei corpi intermedi che conoscono le realtà e i problemi dei lavoratori con cui ricercare le soluzioni necessarie.
Ma quello di cui vi è maggiormente bisogno è un progetto di società che abbia il senso della collettività. Una collettività che migliora solo se può contare sul contributo di ogni donna e di ogni uomo che, integrati in un progetto, mettono a disposizione di tutti gli altri le loro energie e i loro talenti migliori in un clima di responsabilità segnato dalla capacità di ciascuno di anteporre ai propri diritti i propri doveri. Esorcizzare la crisi dandole un senso nell’opportunità che ciascuno ha di dare un po’ di più alla sua collettività.
E’ compito della classe dirigente della città creare queste condizioni così come è suo compito selezionare senza pregiudizi le energie migliori. Questo sarà, a mio avviso, l’obiettivo essenziale che segnerà il destino delle comunità. Credo che la nostra abbia la forza e la capacità di perseguirlo e forse, se si guarda con attenzione, abbiamo già iniziato a farlo.
Pasquale D’Onofrio
Capogruppo Sinistra Ecologia Libertà Comune di Siena
Come prima, più di prima
“Sacrifici ma nel segno dell’equità,per combattere la crisi”: così Monti pochi giorni fa in Parlamento. La sua manovra ci consegna oggi una promessa mantenuta solo nella prima metà: i sacrifici ci sono tutti, mentre dell’equità sociale non rimane traccia. Per questo la nostra contrarietà nel merito dei singoli provvedimenti è profonda. Nell’azione del governo cambia lo stile, ma il segno politico resta la continuità con le manovre precedenti.
Quella sulla prima casa è una stangata, aggravata dalla rivalutazione delle rendite catastali, mentre manca una tassazione anche minima sui veri patrimoni.
Sulle pensioni spariscono subito gli adeguamenti alla crescita del costo della vita, l’età pensionabile è allungata indiscriminatamente per tutti e non si distingue tra diversi tipi di lavoro; manca qualsiasi misura di garanzia di pensione futura per i giovani, già in gran parte precari e disoccupati. Ad essere più colpite sono le donne, schiacciate tra i continui tagli alla spesa sociale e l’aumento del peso familiare dentro la crisi.
Si aumenta l’Iva di due punti, agendo indiscriminatamente sui consumi e penalizzando, senza distinzioni tutti gli italiani.
Se si passa dai tagli alla crescita, cioè al capitolo da cui dipende la vera ripresa economica del nostro Paese, ci si trova davanti il nulla: nulla sul Mezzogiorno, nulla sul dissesto idrogeologico, nulla sulle energie rinnovabili, nulla per gli investimenti in innovazione e sviluppo.
C’è una strada alternativa a quella del governo Monti che oggi ci consegna una recessione senza crescita, senza politiche industriali, senza lavoro: una patrimoniale adeguata e la messa in atto, da subito, di una serie di azioni per reperire risorse a partire dai grandi patrimoni e dalla rendite.
Centralità della patrimoniale, prima straordinaria e poi ordinaria
La patrimoniale straordinaria, tassando le ricchezze finanziarie liquide del 20% della popolazione italiana più ricca, fornisce un gettito immediato di 200 miliardi di euro. L’imposta patrimoniale ordinaria produce un gettito annuo di 2 miliardi di euro.
Accordi internazionali contro la fuga dei capitali
Con la firma di accordo internazionale tra la Svizzera e l’Italia sul controllo e sulla identificazione dei flussi finanziari si produce un gettito che va dai 20 ai 30 miliardi di euro.
Trasparenza e lotta all’evasione fiscale
Reintroduzione del falso in bilancio, l’introduzione della soglia massima di contante a 300 euro, elenco telematica clienti-fornitori per ogni impresa di qualsiasi dimensione, obbligatorietà del sistema di pagamento elettronico in tutti gli esercizi e attività professionali, dichiarazione e pubblicazione dei redditi e i patrimoni on line obbligatoria, patrimoniale sui beni immobili,
l’ICI sugli immobili di proprietà della Chiesa (oggi esentati) e addizionali Irpef su abitazioni per combattere evasione e affitti in nero.
Colpire capitali scudati
Vanno attuate maggiori sanzioni per la seconda rata dei condoni IVA spariti e una maggiorazione d’imposta (dal 5 al 20%) sui capitali scudati. Con queste misure il gettito previsto è di 15 miliardi di euro.
Decisa lotta alla corruzione
Rafforzamento dell’attività di contrasto ed indagine in capo alla Corte dei Conti. La stima corrente della corruzione ammonta a perdite pari a 50 miliardi di euro l’anno.
Equità a partire dal fisco
Defiscalizzazione delle fasce deboli, con riduzione dal 23 al 20% dell’ali quota sui redditi più bassi, compensata da aliquote su redditi alti. Addizionale Irpef per le case sfitte limitatamente alle grandi città.
Tassazione sulle emissioni inquinanti
Una tassazione progressiva rivolta ai mezzi più potenti ed ecologicamente inefficaci. Gettito potenziale di 500 milioni di euro.
Tassazione degli immobili dilusso
Oggi per castelli e immobili di pregio non è prevista alcuna tassa.
Ridurre le spese militari
Altri 4,4 miliardi di euro si ricavano dalla riduzione degli organici delle forze armate, dal blocco dei contratti per la realizzazione di cacciabombardieri e sommergibili, dal ritiro delle truppe dall’Afghanistan e da tutte le missioni internazionali che non abbiano la copertura delle ONU.
Frequenze TV
Gettito potenziale dai 4 ai 6 miliardi di euro. Bloccare la gara che concede gratuitamente sei frequenze tv per 20 anni alle televisioni nazionali dominanti (RAI e Mediaset). Una gara fondata sulla gratuità che permette ai vincitori di rivendere le frequenze dopo 5 anni senza alcuna autorizzazione ministeriale.
ORA TOCCA A NOI
Ecco gli orari del pulman:
- Ore 11.00 – Poggibonsi – Salceto
- Ore 11.20 – Colle Val d’Elsa – Via Bilenchi
- Ore 11.40 – Siena Nord – Fontebecci
- Ore 12.00 – Serre di Rapolano – rotonda uscita Siena Bettolle
- Ore 12.15 – Val di Chiana – casello autostradale (Bettolle)
- Ore 12.45 – Chiusi – Querce al Pino
- Arrivo a Roma – Stazione Anagnina. Da li raggiungeremo Piazza Navona con la metropolitana.
- Partenza da Roma prevista per le 19.30
Per prenotazioni inviare una mail a michele.menchiari@gmail.com specificando Nome, Cognome, Dove si sale e almeno un recapito (telefono, mail).
Per ulteriori informazioni sulla manifestazione: http://www.sinistraecologialiberta.it/1ottobre2011/
Documento politico approvato dall’Assemblea Provinciale del 24/06/11
I recenti risultati delle elezioni amministrative e dei referendum decretano un vento nuovo che sta soffiando sul paese. Movimenti carsici e frammentati hanno iniziato da tempo a incunearsi in quel granitico sistema culturale e politico del berlusconismo producendo crepe via via sempre più evidenti. La qualità della reazione a quel sistema produce spiragli interessanti di azione politica che vanno primariamente analizzati per comprenderne a pieno la portata. Domenica, a Pontida, Bossi ha spiegato questa mutazione con la legge del pendolo che storicamente oscilla da una parte all’altra ed individuando adesso il turno della sinistra. Riteniamo questa spiegazione, non solo sbagliata in se ma assumerne il meccanicismo nell’analisi della fase ci spingerebbe verso clamorosi errori valutativi.
Il fallimento del berlusconismo sta innanzi tutto nella incapacità di quel sistema di potere di fornire risposte adeguate alla crisi economica e sociale che investe il nostro paese e secondariamente al sistema valoriale che ne alimentava la proposta politica e che ne costituiva il suo paradigma culturale. Abbiamo vissuto una lunga stagione dove la soluzione dei problemi veniva delegata al mercato sul lato economico e all’uomo di “successo” capace di incarnare i valori del mercato sul lato politico. Oggi, di fronte agli insuccessi materiali nella soluzione dei problemi, le persone non sembrano più nutrire quella fiducia cieca nelle virtù taumaturgiche del mercato e negli uomini che ne incarnano quelle virtù. E anche la paura, strumento fenomenale che la destra ha alimentato per coprire i suoi insuccessi, sembra ormai ridotta ad una foglia di fico incapace di coprire la nudità del re. C’è una riscoperta della società: i beni comuni, la salute, la sostenibilità dello sviluppo, la qualità della vita, la dignità del lavoro, l’eguaglianza di fronte alla legge tornano ad essere centrali nel dibattito pubblico. Per far fronte a tutto ciò, la partecipazione è lo strumento inderogabile ed è inaccoglibile qualsiasi altra forma che deroghi da ciò, come sembrano enunciare alcuni esponenti politici del centro-sinistra.
Il campo delle nuove istanze che nascono dalla società rappresenta un terreno molto interessante per la sinistra, tuttavia ascrivere d’ufficio questo clima al campo del centrosinistra sarebbe erroneo. La società ci pone oggi delle domande alle quali ancora non siamo in grado di fornire le giuste risposte e la nostra inadeguatezza non è solo di contenuto ma anche di modalità. Il burocratismo alberga ancora nel profilo che stiamo delineando come coalizione e, come le primarie delle grandi città insegnano, il nostro popolo mostra con chiarezza una forte insofferenza a quelle logiche spazzando via qualsiasi imposizione che matura fuori da un contesto partecipato. Anche le schematizzazioni novecentesche o riferibili alla pubblicistica dell’ultimo periodo sembrano totalmente fuorvianti per descrivere i fenomeni che stanno maturando nella società odierna, molti orpelli ideologici sono più funzionali a difendere vecchie oligarchie partitiche che non a descrivere i reali bisogni che le comunità oggi esprimono. La scommessa che dovremo vincere come centrosinistra sta in questo: o spaziamo via dai partiti le rendite di posizione, la burocrazia, il conservatorismo che vi alberga oppure saranno i cittadini a spazzare via i partiti proprio perché inutili ad interpretare il cambiamento.
L’obiettivo che SEL deve porsi è quello di ricostruire un vocabolario nuovo che sia sintonizzato sulle esigenze delle comunità e al contempo sia capace di farsi programma di governo a tutti i livelli. Un vocabolario capace di non stringerci più nella riserva del minoritarismo. Un vocabolario che superi definitivamente la vecchia dicotomia tra radicalismo e moderatismo per dispiegarsi in campo aperto verso i bisogni reali della società e le sua risposte positive. Un vocabolario capace di narrare nuove modalità di stare insieme, di socialità e di partecipazione. Anche in tema di alleanze, sarà indispensabile rifuggire le fughe solitarie, l’avanguardismo o peggio, il civismo minoritario che finirebbe per riconfinarci ai margini della politica e dei processi sociali. E’ indispensabile invece ampliare ed instaurare nuove relazioni sociali, costruendo un ambiente politico accogliente e non burocratico. E’ necessario elevare il livello delle nostre riflessioni liberandolo dai vecchi giochi correntizi e rendendo trasparente e quasi impercettibile la differenza tra dibattito interno ed esterno. Anche l’organizzazione dovrà fare un salto di qualità per ovviare ai numerosi limiti che abbiamo vissuto nel recente passato, tuttavia l’organizzazione dovrà mantenere un suo carattere di totale apertura, dove la necessità di efficienza non comporti burocratismo ed impermeabilità.
La prossima sfida che ci attende è quella per il paese. Le primarie di coalizione, per noi strumento irrinunciabile di costruzione partecipata del programma, dovranno essere sostenute con forza dai territori, costruendo momenti che travalichino SEL stessa. Questi percorsi vanno messi in campo da subito, senza dover attendere eventuali crisi di governo e tutti i circoli territoriali devono sentirsi impegnati nella costruzione di quelle relazioni positive con tutto ciò è vitale o si muove nella propria comunità: sindacato, associazioni, luoghi di aggregazione, luoghi di lavoro e di studio, etc. Affinché queste azioni possano essere implementate è necessario che il coordinamento provinciale agisca da stimolo continuativo nei confronti dei circoli territoriali e si impegni da subito nella costituzione di nuovi circoli dove al momento SEL non è presente. Dovremo acquisire la modalità di lavoro per obiettivi a partire dal tesseramento che oltre a fornirci una copertura economica misurerà la capacità di penetrazione nel tessuto sociale del nostro progetto politico.
Oltre ai tradizionali metodi di costruzione di relazione, dovremo essere capaci a sfruttare maggiormente i nuovi media. La rete è uno strumento fenomenale per la diffusione delle informazioni e per un dibattito orizzontale e democratico capace di tener conto dei tempi di vita di ciascuno e soprattutto ciascuna. Il coordinamento provinciale dovrà individuare una o più figure specifiche che si occupino di questo aspetto.
Grazie
Grazie a tutt*!!
Di seguito trovate una prima analisi del voto.
Sinistra Ecologia Libertà sarà rappresentata per la prima volta in consiglio comunale, con una crescita dei voti assoluti di SEL del 25% rispetto alle regionali dell’anno passato, raccogliendo 1397 voti. Un risultato eccezionale per un debutto, che ha contribuito alla vittoria del centrosinistra e di Franco Ceccuzzi, con un dato netto e migliore rispetto a 5 anni fa.
Contro il trasversalismo e il ritorno di personaggi e dinamiche del passato, le liste della coalizione di centrosinistra si sono affermate con un 62% che supera il dato delle ultime elezioni comunali e conferma il rapporto con gli elettori.
Rispetto alle elezioni del 2006, il resto dei voti è stato semplicemente redistribuito in percentuali diverse fra il PDL di Nannini e le liste civiche legate a Corradi e Laura Vigni. Anche attraverso l’alta affluenza alle urne, la comunità senese ha voluto dare una chiara risposta che ha decretato la non elezione di vecchi personaggi della politica come Martelli e l’ex sindaco Piccini.
Questi sono segnali importanti che si collegano ad una generale affermazione del centrosinistra a livello nazionale, che viene messa in evidenza dall’ottimo risultato di Pisapia a Milano: un dato rilevante che fa intravedere la possibilità di costruire in Italia l’alternativa al berlusconismo.
La nostra forza politica si dimostra elemento essenziale del centrosinistra, contribuisce a farlo vincere in Toscana (dove diventiamo seconda forza politica della coalizione) e in tutto il Paese, dove mediamente ci attestiamo sul risultato della nostra città.
La coerenza del progetto politico, la partecipazione diffusa, la ricerca di nuove proposte per la società civile ha premiato i nostri sforzi. Ci siamo opposti all’uso strumentale di un ipotetico ballottaggio, obiettivo che invece ha portato soltanto allo spostamento a destra del consiglio comunale. Questo è il risultato raggiunto dalle strategie elettorali della lista civica di Sinistra per Siena.
Chi ha lamentato “porte sbattute in faccia” nasconde i motivi di un serio contrasto nato sull’idea di un progetto politico lontano da localismi, rancori e rivalse personali interne alle dinamiche delle vecchie classi dirigenti e dei partiti politici in cui alcuni avevano militato precedentemente. Noi di SEL non abbiamo accettato di sacrificare le idee per soddisfare i rancori. Le porte necessariamente chiuse per qualcuno hanno significato porte aperte al futuro, ad un’idea di sinistra italiana in grado di riportare il dibattito sui principi di una politica che mira al rinnovamento e all’innovazione. Uno dei migliori risultati di questa campagna è stato la creazione di una nuova classe dirigente nata dalla partecipazione collettiva di soggetti estranei alle classi di partito, senza badare alla conservazione del potere e delle posizioni. Contro ogni idea di radicalismo gratuito, abbiamo deciso di stare dentro la coalizione di centrosinistra e condividerne gli obiettivi per costruire attentamente, e non per minare, il già difficile percorso della futura amministrazione di Siena.
Ringraziando gli elettori che hanno premiato il forte impegno dei candidati per raggiungere questo importante traguardo, li invitiamo ad essere di nuovo protagonisti per costruire insieme la campagna referendaria su Acqua pubblica, Nucleare e il Legittimo Impedimento. Il referendum è un altro passaggio importante per la costruzione del nuovo centrosinistra e per il rafforzamento del nostro progetto politico.
Lettera aperta a Laura Vigni di Michele Menchiari
Cara Laura,
ti scrivo questa lettera sollecitato da una tua recente intervista. Lungi da me impegnarmi in esercizi dietrologici, di cui non mi reputo esperto e accolgo con favore il tuo richiamo a parlare di politica e di programmi, che poi sono, o dovrebbero essere, il vero oggetto di qualsiasi competizione elettorale.
Partendo dalla politica, tu affermi con realismo di non poter competere alla vittoria elettorale. Bene, mi sembra un’affermazione corretta e onesta, ma mi sfugge allora il motivo della tua corsa solitaria. Se la tua candidatura rappresenta una scommessa per mandare il centro-sinistra al ballottaggio, devo ammettere che non la trovo affatto originale. In questa città, già molti stanno giocando quella singolare partita con un obiettivo facilmente intuibile: rientrare in gioco dalla finestra dopo che la coalizione di centro-sinistra, attraverso il codice etico, ha messo alla porta i tanti trasversalismi e poteri che si agitano in questa città. E tu, che ti proponi di fare una battaglia per l’etica pubblica, non trovi che la tua azione possa sortire l’effetto opposto e contrario?
Continuiamo a parlare di politica: conosciamo entrambi i limiti e le contraddizioni di quel Partito Democratico a cui tu non hai aderito, da cui io sono ormai “storicamente” distante. Tuttavia la strada indicata da Nichi Vendola mi sembra chiara e inequivocabile: nessun nuovo centro-sinistra può esistere se non a partire da un rapporto serio e serrato con quel Partito e soprattutto quel popolo che vi fa riferimento. Ricostruire il centro-sinistra in questa città e soprattutto in questo martoriato paese, non era l’obiettivo fondante di SEL? Come puoi conciliare questa necessità e prospettiva del nostro militare con la corsa solitaria che ti appresti a condurre? Di certo non sottovaluterai che il voto amministrativo avrà una ripercussione anche sul livello nazionale. Pensi davvero che indebolire il centro-sinistra sia utile nella battaglia generale contro Berlusconi ed il berlusconismo che pervade ormai da decenni la nostra società?
Nei propositi che hanno accompagnato la tua campagna elettorale, noto la necessità di colmare il distacco tra la città e l’amministrazione passata, rendere più condivise e trasparenti le scelte, creare innovazione e fornire una prospettiva al popolo di sinistra a cui io e tu ci vogliamo riferire. Bene, mi sembra un proposito pienamente condivisibile. Scelte urbanistiche poco partecipate, un’Agenda 21 incapace di svolgere il suo compito, scarsa sensibilità verso le tematiche dell’energia e delle barriere architettoniche. Questi alcuni dei limiti che abbiamo evidenziato e portato al tavolo del centro-sinistra. Come ben sai, SEL è una forza giovane non presente in Consiglio Comunale, malgrado ciò sono fermamente convinto che se vogliamo ricostruire una prospettiva seria di sinistra non si possa partecipare al facile gioco dello scaricabarile. Ritengo al contrario che un obiettivo alto non può che partire dall’assunzione di un principio generale di responsabilità collettiva da condividere con tutto il centro-sinistra, rivendicando le cose buone fatte e chiedere, con onestà, di cambiare rotta dove l’esperienza di governo ha fallito.
Sulla base di queste considerazioni, SEL a Siena ha portato avanti un confronto programmatico serio e serrato con la coalizione, il cui apporto determinante è stato pubblicamente riconosciuto dal candidato Sindaco. Tu chiedi di concentrarci sui programmi, sono d’accordo, ma allora vorrei sapere dove il programma del centro-sinistra è carente o criticabile? Dove l’apporto di SEL sarebbe appiattito e soprattutto, dove il programma del centro-sinistra differisce dal tuo?
Cara Laura, sono proprio le differenze programmatiche che non vedo. Ma se non ci sono queste, allora di cosa stiamo parlando? Vogliamo solleticare ancora il malpancismo dell’antipolitica sperando che da tutto ciò possa nascere qualcosa di fecondo? Sarò sincero sino in fondo, al netto delle polemiche e anche degli errori che hanno contraddistinto il nostro percorso, l’impressione che ho avuto, non attiene tanto alla politica o al programma che tu rivendichi come centrale, ma alla fiducia che tu non hai voluto accordare a quei ragazzi che generosamente si stanno spendendo per il progetto di una nuova sinistra plurale, ampia e vincente a Siena e in Italia.
Cordialmente
Michele Menchiari
I 35 per Sinistra Ecologia Libertà con Vendola
COSTRUIRE L’ALTERNATIVA PER CAMBIARE L’ITALIA
SALVARE LA DEMOCRAZIA E LA REPUBBLICA
E RILANCIARE SIENA
L’Italia vive da tre anni una drammatica crisi economica. Ma l’attuale governo si disinteressa dei problemi reali per difendere il futuro del premier, pur dinanzi a disoccupazione crescente e precarietà dilagante, divenute ormai paradigma di esistenza per i giovani di questo paese. Il berlusconismo ha distrutto la coscienza nazionale, ha ferito la memoria storica, e ha dato rappresentanza all’egoismo e al privilegio, seppellendo l’etica pubblica con la promessa di regalare a tutti i frutti di un potere furbo e immorale. Ogni giorno si aprono nuove crepe nella coalizione di destra che sostiene il governo, ma nonostante tutto è prevedibile che Berlusconi tenti di portare fino in fondo le manovre per legittimare un regime che minerà definitivamente la Costituzione, i fondamenti del Lavoro, la separazione dei poteri. Il governo punta a una democrazia autoritaria che prevede da un lato la sottomissione della magistratura e dall’altro la distruzione sistematica dei saperi (Scuola, Università, Ricerca). Abbiamo bisogno di ricostruire la sinistra e di dare vita a un nuovo centrosinistra per resistere e riguadagnare libertà e senso del futuro. Un centrosinistra che intercetti la domanda di cambiamento e dia voce a quei milioni di italiani che da Berlusconi non si sentono rappresentati.
Noi sosteniamo Nichi Vendola e Sinistra Ecologia e Libertà, a livello nazionale e a Siena, perchè riteniamo che siano capaci di dare credibilità a una alternativa, e che siano pronti a difendere un progetto politico fondato sul lavoro e sulla vita delle persone reali. La lista dei candidati di SEL per il consiglio comunale è composta da donne e uomini della società civile che con le loro idee garantiscono la volontà di innescare un processo democratico nuovo nella nostra città. Siamo convinti che SEL a Siena saprà dare forza e rappresentanza ai cittadini e alle cittadine, e sarà al servizio del territorio per stimolare processi di innovazione e valorizzare le migliori energie disponibili.
Il 15 e 16 maggio vi invitiamo pertanto a votare per Sinistra Ecologia e Libertà con Vendola e per Franco Ceccuzzi Sindaco, per dare impulso a un grande modello di sviluppo che non sia al servizio delle lobbies, ma sia rivolto alla Siena migliore, creativa, bella, elegante, coraggiosa, innovativa.
La crisi che oggi investe l’Ateneo ci obbliga a difenderlo: questa grande istituzione deve tornare ad essere risorsa diretta per la progettazione culturale di questa città, centro insostituibile per la ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica, luogo del dibattito sui valori della vita civile, che si fonda sul buon esercizio del sapere. La Banca Mps deve restare un patrimonio di questa città. Per questo è necessario tutelarla in questo momento di difficoltà, per conservare intatto il suo valore per la crescita di Siena.
Dobbiamo inoltre riuscire ad incentivare altri settori di investimento. In questo senso riteniamo che la cultura possa essere la vera linfa vitale del nostro bellissimo territorio, facendo sì che la musica, il teatro, l’arte, il cinema siano il volano di una nuova industria legata alla creatività, capace di far decollare la nostra città. Abbiamo in mente un modello urbano sostenibile in cui si fermi il consumo di territorio e si investa di più nell’efficienza energetica degli edifici come nella produzione di energie rinnovabili, che possono rappresentare un importante campo di investimento per raggiungere l’ambizioso traguardo di Siena Carbon Free 2015. Vogliamo un modello di città che riqualifichi tutti gli spazi urbani, centrali e periferici e che rilanci un welfare universale, a dispetto degli irresponsabili tagli governativi. Vogliamo una crescente attenzione alle politiche sanitarie e all’efficienza del nostro importante ospedale, una maggiore trasparenza dei processi valutativi e decisionali: questi devono essere gli strumenti politici per offrire servizi sempre migliori e adatti alle esigenze di tutti i cittadini.
Il voto delle prossime amministrative rappresenterà uno snodo importante anche per la politica nazionale: sarà un segnale fondamentale per il governo, così come lo saranno lo sciopero del 6 maggio ed i referendum del 12 e 13 giugno.
Per questo invitiamo tutti e tutte ad andare a votare e a sostenere Sinistra Ecologia e Libertà con Vendola per il Comune di Siena. Perchè cambiare Siena dipende da noi, e cambiare si può.
Maria Rosa Baldi ( Medico aous)
Nanni Balestrini ( Poeta e romanziere)
Gabriele Berni (Coordinamento prov.le SEL)
Emanuele Braga (Balletto civile)
Omar Calabrese (Docente Unisi)
Giovanni Careri (Professore EHEESS-Parigi)
Mario Cresti (Pres. Area senese spi)
Armando Cutolo (Docente unisi)
Dario Damiani (rsu Whirlpool)
Leonardo Di Cosmo (Medico aous)
Antonio Federico (Medico aous)
Alessandro Francesconi (Coord. Comunale SEL)
Laura Giuntini (Medico aous)
Romano Luperini (Docente Unisi)
Filippo Lenzi Grillini ( assegnista Unisi)
Raffaele Maio (Sdocente Istituto Caselli)
Riccardo Margheriti (Vicepresidente Ampi)
Claudio Marrocchesi (SPI-CGIL)
Carla Mencaraglia (Impiegata)
Michele Menchiari (Coordinamento prov.le SEL)
Fabio Mugnaini (Docente Unisi)
Alfredo Orrico (Medico aous)
Antonio Prete (Docente Unisi)
Riccardo Putti (Docente Unisi)
Rosa Puzzutielllo (medico aous))
Salvatore Quaranta (medico aous)
Roberto Renai (Coordinamento prov.le SEL)
Rolando Rosa (Coordinamento prov.le SEL)
Sandra Scali (pres. Siena Casa Spa)
Massimo Schuster (Attore)
Massimo Squillacciotti (Docente Unisi)
Paolo Solimeno (port. Giuristi democratici)
Tiziana Tarquini (Coordinamento prov.le SEL)
Andrea Tirone (medico aous)
Marco Valenti (Docente Unisi)
Alessandroi Vitale ( Impiegato MPS)
per aderire scrivi a selsiena@gmail.com.





